Nel corso della trasmissione ‘Il Napoli su Telecapri‘, condotta da Pierpaolo Matrone, Vincenzo Credendino e Claudia Vivenzio, è intervenuto lo scrittore Maurizio De Giovanni: “Sono un po’ preoccupato e sorpreso dall’atteggiamento della tifoseria, abbiamo una tifoseria molto dialettica, confluttuale. Siamo sempre in polemica: pro e contro ADL, pro e contro l’allenatore, pro e contro l’attaccante etc. I social hanno aumentato questa situazione. I riflessi che possono avere simili polemiche sull’ambiente sono grandi. Conte non è come Sarri, ha deciso di abitare in centro, sente l’ambiente e lo sente molto, e sinceramente avere una squadra che è quella dell’anno scorso con calciatori in più che non sono fondamentali (a parte McTominay, Lukaku e Buongiorno)“.
“Rispetto all’anno scorso non abbiamo Kvara e Osimhen, che non sono due giocatori secondari, eppure questa squadra è ad 1 punto dall’Inter alla vigilia dello scontro diretto in casa. Come si può non considerare questa situazione? Abbiamo visto che l’Udinese è una squadra tosta, con le capitoline due pareggi nel finale, il Como ha fatto due gol con un solo tiro in porta. Sono molto critico di solito, la campagna acquisti di gennaio è stata sbagliata e l’ha ammesso. Penso che lo Scudetto sia ancora un traguardo alla nostra portata, ma dobbiamo tornare a segnare, soprattutto con gli esterni. Non possiamo sperare ancora nei gol di McTominay e Anguissa“.
“Conte ha 3 pregiudiziali grandi: non usa i giovani di prospettiva, vuole solo giocatori pronti, giovani o meno. Secondo: Conte non utilizza giocatori fuori ruolo. Scordiamoci che prenda un Billing e lo faccia giocare esterno, oppure che possano giocare assieme Gilmour e Lobotka. Terzo, è troppo preciso nella gestione delle forze. Se ritiene che un giocatore abbia 10 minuti, ne gioca 9 ma mai 11. Okafor è stato l’esempio lampante. Questi 3 aspetti sono dei dogmi contiani che dobbiamo accettare“.
“Conte dice quello che pensa, dopo la prima giornata giornata fece una conferenza dove aveva un’aria mortuaria. Vuole vincere e vuole vincere adesso, ma se lo tiene dentro di sé. Oggi parla così in conferenza perché si è reso conto che per la rosa a disposizione serve un miracolo“.


