Nel corso della trasmissione ‘Il Napoli su Telecapri‘, condotta da Pierpaolo Matrone, Vincenzo Credendino e Claudia Vivenzio, è intervenuto il giornalista Marco Mazzocchi: “Per me è un momento molto particolare, oggi tanti stanno parlando di Bruno, è un uomo che mi ha lasciato tanto, che lascia tanto dal punto di vista umano. Ha saputo vivere la sua vita al meglio, amando, sapendo ben dividere il lavoro dalla vita personale, e questa cosa me l’ha fatta arrivare tanto, anche non volendolo, non ha mai detto ‘Io sono Pizzul, ti insegno a vivere’. Nel ’96 entrai nel giro della Nazionale, per me era un gigante dal punto di vista professionale oltre che fisico, cominciai a dargli del ‘lei’ e lui con fare brusco ma gentile mi disse che non era il caso di dargli del ‘lei’. Mi chiedeva di dargli le formazioni a 5 minuti dall’inizio della telecronaca, perché Bruno non aveva bisogno di raccontare le partite, era parola, pensiero e interpretazione”.
“Non solo: non tutti sanno che è stato un fumatore accanito, e ogni tanto si accendeva una sigaretta durante la telecronaca. Qualche volta si sentiva anche il click dell’accendino: per un paio d’anni quelle sigarette le accendevo io, ed è una cosa che metto nel curriculum, sono stato l’accenditore di sigarette di Bruno Pizzul. Il suo insegnamento è sempre stato indiretto ed in questo è simile a Gian Piero Galeazzi: non prendersi mai troppo sul serio“.


