“È una cosa molto triste, questi ragazzi dovrebbero andare a scuola perché motivati dai loro genitori. La famiglia non c’è più, occorrono figure come sociologi, psicologi e assistenti sociali. Le cose vanno male, nonostante il turismo stia andando bene, la situazione non è per nulla buona, stanno morendo altri ragazzi”. Lo ha detto Daniela di Maggio, madre di Giovan Battista Cutolo, ucciso a Napoli il 31 agosto 2023, e intervenuta a “Point Break”, format ideato e condotto da Taisia Raio, in onda dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 15 su Radio Capri
Per quanto riguarda il nuovo Modello Caivano, la Legge Giovanbattista Cutolo, ne ha contribuito la formulazione. Una riforma che ha introdotto misure più severe per i minorenni che commettono crimini efferati.
“Abbiamo tolto la messa alla prova per i minori che si macchiano di omicidi e reati gravi. Abbiamo fatto abbassare l’età della punibilità per alcuni reati. È inutile che i garantisti ideologici ci dicano che le carceri minorili sono piene. Il killer di mio figlio non doveva essere a piede libero: aveva già tentato un omicidio. Giogio è morto per colpa di questo sistema garantista”.
Per quanto concerne la prevenzione “mi sto battendo affinché i figli di questi malviventi che poi delinquono o uccidono, vengano tolti alle proprie famiglie. Mio figlio è cresciuto con una madre dottoressa e un padre regista teatrale: viveva di bellezza, cultura e amore, mentre il killer proveniva da una famiglia di malviventi. C’è ancora molto da fare: prevenzione, vera riabilitazione e certezza della pena” ha affermato di Maggio.
“La targa vuole dare un segno alla città di Napoli di vita e non di morte. Dove ci sono stati i passi del killer di mio figlio, ora ci sono le suole delle forze dell’ordine. Dove ci sono stati spari, oggi c’è musica. Laddove c’è stata la morte di Giovanbattista, ho voluto che ci fosse la vita con bambini dell’orchestra a lui dedicata. Questa piazza non è più quella dell’omicidio, ma quella di Giovanbattista Cutolo, medaglia d’oro al valor civile”.
Da un anno e mezzo, Daniela Di Maggio viaggia in l’Italia per raccontare la storia di suo figlio, sensibilizzando i ragazzi sulla legalità e sul coraggio. “Voglio dire a tutti, la mattina uscite con Giogio in tasca, seguitelo come faro, è un esempio di cifra valoriale altissima, È il ragazzo più conosciuto in Italia e in Europa per il gesto meraviglioso che ha compiuto quella notte. In un mondo di vigliacchi, è stato l’unico a non voltarsi. Ragazzi, imparate a essere coraggiosi e appassionati come lo era mio figlio.”


