Ricci a “Point Break”: “Vogliamo decidere con il voto”

Domani, sabato 12 aprile, alle ore 10.30, Piazza Garibaldi a Napoli sarà il luogo della campagna referendaria lanciata dalla CGIL per i cinque quesiti su lavoro, sicurezza, cittadinanza e diritti. L’iniziativa, che coinvolgerà simultaneamente 120 città in tutta Italia, segna l’inizio di un percorso di partecipazione e mobilitazione che culminerà nel voto dell’8 e 9 giugno.

“È una grande operazione di democrazia diretta. Da Napoli parte una battaglia che coinvolge anche città come Bruxelles, Parigi, Torino, Roma e Bari. Non deleghiamo nessuno: vogliamo decidere con il voto, vogliamo cambiare le leggi che toccano il lavoro e la dignità delle persone”. Quanto dichiarato da Nicola Ricci, segretario generale della CGIL Napoli e Campania a “Point Break”, format ideato e condotto da Taisia Raio e in onda dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 15 su Radio Capri.

Tra i temi centrali della campagna referendaria c’è quello della sicurezza sul lavoro, tornato tragicamente di attualità dopo la morte di Patrizio Spasiano, 19 anni, vittima dell’ennesimo incidente sul lavoro.

“Trent’anni fa esisteva una legge che riconosceva la responsabilità dell’intera filiera negli appalti.  Chiediamo l’abrogazione della norma che deresponsabilizza e vogliamo tornare a una legge che tuteli le vite. Questa non è solo una battaglia giuridica, è una battaglia di civiltà”, sottolinea Ricci

Altro argomento cruciale è la precarietà.

“Oggi il lavoro è diventato fragile. Anni fa i tipi di contratti erano solo due, oggi si moltiplicano senza offrire stabilità. I giovani non riescono a programmare un futuro, né a costruire una famiglia o accedere a un mutuo. Vogliamo cancellare il tetto all’indennizzo per i licenziamenti nelle piccole imprese e riformare le norme sui contratti precari: non è solo questione di lavoro, ma di dignità.”

Un altro quesito riguarda l’accorciamento degli anni di residenza legale per il riconoscimento della cittadinanza italiana, tema spesso ignorato dalla politica, il segretario afferma: “Ci sono giovani che vivono, studiano, lavorano in Italia, ma devono attendere fino a 10 anni per diventare cittadini. È un’ingiustizia: vogliamo almeno dimezzare a 5 anni il tempo per vedere riconosciuti i diritti di chi è italiano di fatto e che gli spettano.”

Ricci ha commentato anche la recente guerra dei dazi e la posizione dell’Italia nello scenario globale:

“L’Italia oggi è schiacciata tra le superpotenze. La premier Meloni è prigioniera di un’alleanza ideologica con Trump, colpevole anche la debolezza dell’UE. L’Italia deve far sentire la sua voce, perché abbiamo eccellenze da difendere, dall’agroalimentare all’aerospazio.”

Infine, uno sguardo alla politica regionale, dopo la bocciatura del terzo mandato da parte della Consulta.

“Al prossimo presidente della Campania chiediamo due cose fondamentali: lavoro e sanità. Questa regione ha potenzialità straordinarie, ma vive profonde contraddizioni. Basta con promesse generiche: servono fatti.”

L’appuntamento di domani in Piazza Garibaldi sarà una vera e propria kermesse pubblica, con la partecipazione di attori, musicisti, sindacalisti, lavoratori e rappresentanti delle istituzioni.

“Per una volta il sindacato esce dalle discussioni interne e si confonde con la piazza, per parlare a tutti e spiegare perché votare è un atto di libertà”, conclude Ricci.

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