La proposta di Piantedosi: “Riconoscimento facciale negli stadi”

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi rilancia l’idea del riconoscimento facciale negli stadi italiani per contrastare lo spaccio di droga e la criminalità, specialmente nelle curve delle grandi città. Intervistato al Forum in Masseria, ha evidenziato come gli stadi siano diventati “importanti piazze di spaccio”. Sistemi di riconoscimento facciale sono già attivi all’Olimpico di Roma e in sperimentazione al Meazza di Milano, ma l’obiettivo è estenderli ad altri impianti. Attualmente, la tecnologia è limitata a identificare i responsabili di reati già commessi, per via delle normative sulla privacy. Piantedosi propone un uso preventivo, in dialogo con il Garante della Privacy, per bilanciare sicurezza e tutela dei dati. “Lo Stato non può essere in svantaggio rispetto alle organizzazioni criminali,” ha sottolineato, evidenziando l’urgenza di strumenti avanzati, come l’intelligenza artificiale, per prevenire reati.
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