A Napoli, la mostra “Cammini di Grazia”

Sabato 13 dicembre si inaugura la mostra “Cammini di Grazia. Dipinti dalla collezione della Fondazione De Chiara De Maio”, a cura del professor Vincenzo De Luca e organizzata da LaPrimAmericana in collaborazione con la Fondazione De Chiara De Maio e il Complesso Museale dell’Arciconfraternita dei Pellegrini di Napoli, nella cinquecentesca chiesa di Santa Maria Mater Domini (Piazzetta Fabrizio Pignatelli alle spalle dell’Ospedale Pellegrini).

L’evento d’inaugurazione, che si terrà alle ore 17:30 nella storica Sala del Mandato – via Portamedina 41, ingresso dal cortile dell’Ospedale Pellegrini – prevederà un incontro su Luca Giordano a confronto con le altre opere presenti, con una Lectura a cura di Stefano Sarcinelli e una Lectio del professor Vincenzo De Luca.

Cammini di Grazia. Dipinti dalla collezione della Fondazione De Chiara De Maio  presenta opere di Luca Giordano, Maestro del Seicento napoletano, affiancate, in un dialogo inedito e sorprendente, ai linguaggi di Fernando Botero e Max Coppeta, generando un trittico di sguardi sul senso della fragilità umana e del riscatto spirituale. La mostra è un progetto curatoriale innovativo che nasce dall’idea di reinterpretare quattro icone della tradizione cristiana – San Sebastiano curato, San Bartolomeo, San Girolamo, San Pietro – come tappe di un autentico pellegrinaggio interiore: martirio, come testimonianza estrema; cura, come gesto comunitario e redenzione del corpo ferito; penitenza e studio, come trasformazione interiore; missione, come assunzione di responsabilità spirituale e civile. Il percorso espositivo intreccia, con coraggio e finezza, arte barocca, sensibilità contemporanea e visione sociale, rendendo omaggio alla missione plurisecolare dell’Arciconfraternita: accogliere, assistere, accompagnare.

Le opere di Luca Giordano, animate da un pathos teatrale e da una luce salvifica, trovano un contrappunto radicale nei volumi sospesi di Coppeta, che con la sua astrazione scultorea indaga la tensione tra ferita e guarigione, e nella Monna Lisa di Botero, che introduce una dimensione di ironica tenerezza, quasi un invito a non dimenticare la grazia anche nelle forme più inattese. Questa scelta, audace ma profondamente coerente, restituisce allo spettatore la complessità di un cammino umano e spirituale che attraversa i secoli e parla al presente.

Nel cuore della missione della Confraternita ospitare questa mostra negli spazi dell’Arciconfraternita, luogo di accoglienza per pellegrini, malati e viandanti fin dal XVI secolo, significa ricongiungere l’arte alla sua funzione originaria: curare, elevare, accompagnare. In questo contesto, “Cammini di Grazia” diventa più di un’esposizione: è una meditazione visiva sulla fragilità, sulla cura reciproca, sul valore della comunità, coerente con la storia e il presente della Confraternita.

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