Frode dell’Iva, 4 condanne e 7 patteggiamenti a Napoli

Quattro condanne e sette patteggiamenti a Napoli, tra cui quelli di quattro pubblici ufficiali. È l’esito dell’indagine della Procura europea (Eppo) su un’organizzazione criminale dedita alla frode carosello sull’Iva nella vendita di prodotti elettronici, realizzata eludendo sistematicamente l’imposta sul valore aggiunto.

L’8 gennaio il Tribunale di Napoli ha condannato un commercialista e tre imprenditori a pene tra i sei e i dieci anni di reclusione, disponendo la confisca di circa 3 milioni di euro già sequestrati per il recupero delle imposte evase, segnala l’Eppo. Un appartenente alla Guardia di Finanza è stato assolto. Altri sette indagati hanno patteggiato pene divenute definitive.

Tra questi tre finanzieri, condannati a pene tra due e quattro anni e mezzo, e un dirigente dell’Agenzia delle Entrate, che ha accettato quattro anni di reclusione. Secondo l’accusa avrebbero ricevuto tangenti per rallentare procedimenti penali e verifiche fiscali, evitare il recupero coattivo dei debiti e ottenere illegalmente informazioni da banche dati giudiziarie e di polizia. Hanno patteggiato anche un commercialista e un collaboratore del gruppo, con pene tra quattro e cinque anni e quattro mesi, e un intermediario della frode, condannato a due anni.

L’indagine è stata condotta dall’Eppo con il supporto della Guardia di Finanza di Napoli, ed è il seguito di una maxi operazione avviata nel marzo 2023 contro un gruppo ritenuto responsabile di una frode Iva su larga scala nel commercio di apparecchi elettronici. In quell’operazione furono fermate 12 persone, tra cui quattro pubblici ufficiali, ed eseguiti sequestri per circa 8 milioni di euro. Il meccanismo fraudolento, attivo tra il 2017 e il 2022, avrebbe coinvolto 170 società cartiere in diversi Paesi, con un volume di crediti Iva fittizi stimato fino a 200 milioni di euro.

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