Sono iniziati i lavori, finanziati dal Pnrr, all’Acquedotto Carolino e alle Sorgenti del Fizzo. Lavori progettati dalla Reggia di Caserta; in totale sono quattro quelli sovvenzionati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per un importo complessivo di 25 milioni di euro. Quattro le componenti progettuali approvate e finanziate, tutte già cantierizzate: si tratta del sistema di irrigazione dei Giardini Reali e di rigenerazione delle praterie del Parco reale della Reggia; quindi del restauro, del recupero e della valorizzazione della Via d’acqua, della tutela e della salvaguardia del Bosco e delle strutture architettoniche della Reale Tenuta di San Silvestro, ed infine del recupero e della valorizzazione delle Sorgenti del Fizzo e dell’Acquedotto Carolino.
In particolare le opere sono destinate a riqualificare e rifunzionalizzare l’intera area delle sorgenti, restaurare e manutenere le infrastrutture dei ponti Carlo III e di Durazzano, e provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei torrini non interessati dagli interventi già realizzati dalla Reggia di Caserta due anni fa. “L’Acquedotto Carolino — afferma Tiziana Maffei, direttore della Reggia di Caserta — è stato, fin dall’inizio del mio mandato, uno dei temi prioritari da affrontare. Non solo per il suo straordinario riconosciuto valore storico e paesaggistico, ma anche, e soprattutto, come infrastruttura funzionale strategica, a lungo trascurata sotto il profilo tecnico e amministrativo.
È apparso subito evidente il deficit di conoscenza, di monitoraggio e di governo del sistema, in un contesto reso ancora più critico dall’emergere delle problematiche legate alla crisi idrica. Al di là di alcuni interventi puntuali di manutenzione straordinaria effettuati in questi anni grazie a limitate risorse reperite nell’ambito dei finanziamenti Unesco, questa Direzione ha scelto di assumere la questione in modo strutturale, candidandola ai finanziamenti PNRR. Oggi, grazie a queste risorse, possiamo finalmente trasformare un’esigenza riconosciuta da tempo in un programma organico di indagini, rilievi, progettazione e interventi.
È un lavoro complesso e impegnativo, sotto il profilo tecnico e amministrativo – sottolinea il direttore Maffei – che richiede tempo, competenze e procedure rigorose: i problemi accumulati in decenni non si risolvono con soluzioni estemporanee, ma con studio, verifiche, atti formali e cantieri. Solo attraverso una conoscenza reale e scientificamente fondata è possibile garantire una gestione efficace. L’obiettivo è assicurare tutela e funzionalità durature a questo patrimonio unico e contribuire anche a contrastare in modo più efficace usi impropri e prelievi non autorizzati della risorsa idrica, rafforzando il senso di responsabilità collettiva verso l’ecosistema”


