Ingegnere ucciso a Napoli, condannati killer e mandante

Si è concluso con due condanne, 27 anni e sei mesi per l’esecutore materiale un uomo di 66 anni, e 27 anni per il mandante, un imprenditore di 75 anni, il processo dinanzi la Corte di Assise di Napoli sull’omicidio dell’ingegnere Salvatore Coppola, assassinato a sera del 12 marzo 2024 in corso Protopisani nel quartiere San Giovanni a Teduccio di Napoli.
Nel corso del dibattimento i due hanno reso confessione, ammettendo ciascuno il proprio ruolo in questa vicenda: la decisione di uccidere l’ingegnere Coppola sarebbe scaturita soprattutto da rancori datati e riaccesisi a causa della vendita all’asta di una villa a Portici in cui vivevano Petrucci e la moglie. A sparare fu il 66enne che accettò l’incarico per 20mila euro. Secondo quanto riferito dall’imprenditore il sicario ebbe un anticipo di 500 euro e 4 bottiglie di vino, e poi in diverse tranche altri 7mila euro.

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