Gli Ex-Otago festeggiano dieci anni dall’album “Marassi”.
La band si prepara a tornare in tour per una serie di imperdibili appuntamenti dal vivo in tutta Italia. Si comincia il 10 luglio a RockUnMonte a Montespertoli (FI) per poi proseguire il 12 luglio a Spring Attitude Waves a Roma e il 16 luglio all’Arena del Mare a Genova, per una data speciale nella loro città, all’interno di Altraonda Festival. E ancora, il 31 luglio a Tribustock Festival a Palma Campania (NA), il 2 agosto a Sottosopra Festival a Castelfranco Veneto (TV), l’8 agosto a Kascignana Festival a Castrignano de’ Greci (LE), il 22 agosto a Giais on The Rock a Pordenone e il 17 settembre al Circolo Magnolia a Milano.
Dopo i sold out nei club a gennaio, in cui il gruppo ha scelto di tornare in quei piccoli e preziosissimi spazi dove tutto è iniziato, e dopo il tour in Europa ad aprile, gli Ex-Otago tornano live per continuare a celebrare sopra e sotto il palco i dieci anni dall’uscita di un album che ha segnato in modo determinante un periodo della musica italiana – quello in cui l’indie italiano è diventato pop, raggiungendo migliaia di persone, grandi palcoscenici, classifiche – e che ha cambiato la vita e consacrato la carriera della band genovese.
Un disco politico, sociale, rivoltoso ma anche estremamente leggero, capace di non prendersi mai troppo sul serio ma che parla chiaro, in totale libertà.
La band racconta: “Marassi è nato dal desiderio profondo di non fare un metro avanti, di rimanere lì, esattamente nel quartiere dove eravamo nati, dove avevamo la saletta, dove erano nati questi pezzi, per celebrare l’assoluta e detonate normalità. Porre luce, per la prima volta, su una zona di Genova (e di un linguaggio forse) a cui nessuno prima aveva osato avvicinarsi. Il quartiere di Marassi: una zona popolare, famosa per il carcere e lo stadio. Da una parte si marcisce in galera, dall’altra si gioca, si rincorrono palloni e si guadagnano un mare di soldi. Dopo i vicoli, il porto e le campagne di De Andrè, Conte e Lauzi, noi abbiamo cercato di glorificare (in qualche caso demolire anche) il nostro quartiere, simbolo della periferia genovese, emblema di tutte le periferie possibili”.
L’album riesce a raccontare un momento storico e sociale, un ideale, un modo di intendere la vita e la musica: indipendente, autentica e umana, che nasce dalla loro vita e fluisce poi verso quella degli altri grazie a quella magia che è il suonarla, cantarla, abbracciarla dal vivo.


