Conenna a “Point Break”: “Il nuovo Santobono sarà futuro”

“Futuro è la parola chiave che meglio descrive il nuovo Santobono. È un ospedale pensato oggi, ma che guarda molto avanti, perché l’assistenza pediatrica sta cambiando profondamente sia nel mondo che in Italia. Dobbiamo rispondere alle nuove esigenze, non solo in termini di assistenza, ma anche di umanizzazione delle cure, ricerca, produzione di cellule e tessuti. È un progetto nuovo, integrato, che affianca la cura alla scienza”. Quanto dichiarato da Rodolfo Conenna, direttore dell’Ospedale Santobono, a “Point Break”, format ideato e condotto da Taisia Raio e in onda dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 15 su Radio Capri, commentando il nuovo polo pediatrico che sorgerà a Ponticelli.

Il nuovo ospedale sorgerà in una zona strategica, facilmente raggiungibile. “La struttura sarà situata in prossimità degli svincoli autostradali di via Argine, in modo da servire non solo Napoli, ma tutta la regione. Sono già previsti interventi sulla viabilità locale, tra cui un collegamento tramite tram a guida automatica, che unirà l’ospedale alla Circumvesuviana e all’Ospedale del Mare, distante appena 600-700 metri”, afferma Conenna. “Il presidio del Vomero manterrà le degenze chirurgiche, mediche e pediatriche, garantendo così la continuità dell’emergenza pediatrica sia al Vomero che nel centro città. Inoltre, sarà destinato in parte alle cosiddette degenze post-acute, ovvero ai bambini che necessitano di ricoveri prolungati o percorsi riabilitativi. Sarà attivo anche un ampio servizio di day surgery, in grado di eseguire fino a 30 interventi al giorno per le patologie chirurgiche minori”.

Riguardo al nuovo ospedale il direttore spiega: “È stato presentato un rendering dettagliato e ora si attende la conferenza dei servizi. Successivamente, la gara per l’assegnazione dei lavori durerà circa 3-4 mesi. L’obiettivo è porre la prima pietra in autunno, con una stima di tre anni per il completamento dell’opera”.

Conenna sottolinea che non sono solo le emergenze a cambiare, ma l’intero paradigma della cura dei bambini. “L’ospedale sarà pronto ad affrontare maxi-emergenze, ma guarda soprattutto ai bambini del futuro, sempre più affetti da malattie croniche complesse che una volta non permettevano la sopravvivenza. Grazie a farmaci innovativi e tecnologie avanzate, oggi possiamo garantire una vita lunga e dignitosa anche a questi piccoli pazienti. Per questo serve un ospedale che lavori a stretto contatto con le famiglie, favorendo le cure domiciliari”.

Dopo il Covid emerge una preoccupazione per la crescente disattenzione verso le vaccinazioni: “Registriamo un pericoloso calo di attenzione, in particolare per il vaccino contro il morbillo, una malattia grave e ad alta mortalità nei bambini fragili, che sta creando problemi seri negli Stati Uniti, oltre a essere la malattia pediatrica con più alta mortalità nel terzo mondo”.

Il Santobono partecipa anche a una campagna internazionale di prevenzione della sindrome del bambino scosso. “È un gesto che può sembrare innocuo, ma scuotere un neonato può provocare gravi danni neurologici, perché i muscoli del collo non sono ancora maturi. Bisogna mantenere il contatto fisico, ma con consapevolezza”.

Proprio per questo motivo è necessario migliorare la comunicazione con le famiglie. “Attraverso brevi video, i nostri esperti spiegano in modo chiaro alcuni problemi comuni della salute infantile. Vogliamo dare strumenti utili non solo ai genitori, ma anche a fratelli maggiori, nonni e insegnanti”.

Sul già noto problema della sicurezza negli ospedali, Conenna richiama alla responsabilità reciproca: “Gli operatori sanitari sono spesso sotto pressione e fanno turni lunghissimi. Serve comprensione da parte delle famiglie nei loro confronti e viceversa. Siamo tutti dalla stessa parte, quella della salute del bambino. Condanniamo ogni forma di aggressione e garantiamo assistenza legale al personale aggredito”.

Infine, l’appello alle famiglie: “Seguite con attenzione il pediatra di famiglia. È lui che può cogliere i segnali di allarme e decidere se è necessario un approfondimento. Il pronto soccorso deve restare un’opzione per i veri casi urgenti. Costruiamo insieme una rete che coinvolga anche il mondo scolastico e gli assistenti sociali. Perché il futuro dei nostri bambini è anche il nostro”.

Ti potrebbe interessare:
Scroll to top