A Napoli, il collettivo di artisti cchiùArt, si propone di rimettere al centro l’essere umano, motivo che vede il gruppo attivo, nel corso della mostra omonima visitabile fino al 5 aprile 2026 nella Chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato, con un programma di dialogo con il territorio di Piazza Mercato. Dopo il primo incontro con la presentazione del manifesto e il catalogo di cchiùArt, la scorsa settimana, con testi e prefazione dei lavori a cura di Andrea Buonfino, sabato 14 marzo, dalle ore 10.00 alle ore 18.00, sarà la volta dell’Action Draw durante il quale l’artista Christophe Mourey realizzerà su richiesta dei visitatori, disegni che rappresentano oggetti a loro cari, per poi donarglieli, accompagnati dal componimento di un poeta del collettivo. Gli altri appuntamenti saranno sabato 21 marzo, con il titolo “Ritratti d’autori” dedicato alla fotografia e al disegno dal vivo, e sabato 28 marzo con un reading delle poesie di cchiùArt.
La mostra, visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00, è curata da Marilena Marotta, è organizzata dal collettivo che crede in un’Arte libera e indipendente, che sperimenta continuamente nuove forme e nuove tecniche. Come una fucina di idee dove ferventi creativi si esprimono per esplorare tutte le possibilità della complicata realtà contemporanea. Non a caso si compone di artisti ed arti variegate come linguaggi diversi di una visione simile, ma mai identica. Dove anche la chiesa, location che ospita le opere crea un singolare dialogo tra antico e modero, un giusto equilibrio con il contemporaneo e le voci dei 18 artisti in mostra, attraverso le proprie istanze stilistiche e concettuali. Risultando al tempo stesso come un confronto del gruppo, dove ognuno con il proprio stile, linguaggio o tecnica si esprime a suo modo: dalla ceramica di Laura Correale alle fotografie di Manlio De Pasquale e Antonio Mercadante, alla pittura di Amir Sabetazar, Vishka Sabetazar, Nic Quinto, Delia Ferreri, Ilaria Auriemma, Maurizio Cascella e Marilena Marotta, entrambi poeti, all’Instant image di Sara Missaglia ai disegni di Christophe Mourey, ai video di Sophia J Wagstaff, alle opere poetiche di Antonio Messina, Rikki P., Vincenzo Minichini, e Marco Fiore, fino al design di Mario Biscetti.
Ciò che il pubblico legge è una vera e propria indagine di tutte le sfumature della natura umana, affrontando gioie e angosce dell’esistenza con l’obiettivo di lasciare una testimonianza autentica attraverso i lavori, partendo dalla consapevolezza di ognuno secondo cui l’uomo perfetto non esiste, come non esiste la teoria perfetta. Dunque si va per tentativi, ma il più possibile umani, e di buon senso. Coscienti della pericolosità delle tematiche, il grado di esasperazione del vivere quotidiano, la natura violenta, la scienza incontrollata, l’arte non più fruibile e sempre più governata dalle logiche di mercato, affrontando gli argomenti secondo le priorità di ognuno, e negli aspetti più inquietanti o rappresentandola con contrasti violenti e colori, fino alla strada dell’evasione da una realtà insopportabile, rifugiandosi nei paradisi incantati dei colori e dell’immaginazione. Gli artisti affrontano con impegno e dedizione gli aspetti di un medesimo incontro con sé stessi, per recuperare un’identità storica come una via di meditazione che esige, appunto, un’affermazione di vita. Su tutto la speranza che il nuovo umanesimo veda l’uomo come insostituibile punto di riferimento.


