Facevano parte di un’organizzazione criminale che tra l’Italia e la Spagna svuotava i conti correnti di ignari di privati e aziende attraverso l’accesso abusivo a sistemi informatici grazie al furto di dati sensibili realizzato via mail (phishing), mediante l’invio di sms (smishing) e tramite comunicazioni telefoniche (vishing).
Sono accusate di associazione per delinquere e autoriciclaggio con l’aggravante di agevolare il clan dei Casalesi le due persone a cui, al termine di indagini coordinate dalla Dda di Napoli, i militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, con il supporto dei Finanzieri del Comando Provinciale di Caserta e Milano, hanno notificato due arresti in carcere emessi dal gip.
Le indagini, che si sono svolte anche attivando i canali di cooperazione internazionale di polizia, hanno consentito di fare luce su 38 episodi di truffa perpetrate ai danni di altrettante vittime italiane a cui sarebbero stati sottratti circa 800mila euro almeno in parte finite nelle casse del clan dei Casalesi.


