La cattedra di Storia delle dottrine politiche, con il Prof. Leone Melillo, ha promosso un evento culturale sul tema “Referendum costituzionale (22 e 23 marzo 2026): posizioni giuridiche”, che si è svolto presso la Biblioteca di Castel Capuano “Alfredo De Marsico”. Un evento formativo, accreditato anche dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, che il Prof. Melillo ha promosso d’intesa con la rivista scientifica “Il Pozzo. Idee di Storia delle istituzioni e delle Dottrine politiche”, di cui è Direttore; con l’Associazione “Potere ai Diritti”, presieduta dall’Avv. Antonella Esposito; con l’Associazione “NOI Consumatori”,
di cui è Presidente l’Avv. Angelo Pisani. La relazione introduttiva sul tema “Vittorio Emanuele Orlando reloaded” è stata affidata a
Leone Melillo (Università degli Studi di Napoli “Parthenope” – Università di San Isidro – Buenos Aires). Sembra utile rammentare infatti, soprattutto in questa circostanza – come chiarisce Melillo – la riforma di Vittorio Emanuele Orlando che consistette in due leggi approvate, nel 1907 e nel 1908, relative, la prima, a modifiche dell’ordinamento giudiziario del 1865, con l’istituzione del Consiglio superiore della magistratura e, la seconda, alle garanzie e alla disciplina dei magistrati. Una riforma ispirata dalle convinzioni di Orlando che, già in precedenza, come autorevole giurista, aveva evidenziato una mancanza di “quello spirito di corpo che la lunga tradizione storica” aveva “reso così energico nella magistratura francese”. Secondo Orlando, infatti, il magistrato, in Italia, appariva, si sentiva, più un “funzionario”, più un collega che un “antagonista” dei funzionari dell’ordine amministrativo che avrebbe avuto il compito di controllare.


