Rafforzare la tutela degli ecosistemi forestali italiani, promuovere una gestione attiva e sostenibile dei boschi e valorizzare il ruolo delle cooperative forestali come presidio ambientale, economico e sociale dei territori. Sono alcuni dei temi che hanno caratterizzato la tappa campana di “Foreste in tour” promosso da Legambiente con l’Ats Monte Maggiore questa mattina a Castel Volturno. Nella sede dell’Ente Riserve Naturali Regione Foce Volturno si è svolto un confronto a cui hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, delle organizzazioni sociali, dell’Università e dei sindacati.
Questa iniziativa arriva dopo il Protocollo d’intesa triennale sottoscritto a febbraio da Legacoop Agroalimentare e Legambiente: segna un passo concreto verso un nuovo modello di collaborazione tra mondo cooperativo e associazionismo ambientalista.
“Siamo particolarmente orgogliosi di svolgere a Castel Volturno – ha dichiarato Ugo Fragassi, presidente di Ats Montemaggiore – presso uno dei cantieri pilota per la riqualificazione delle pinete devastate dalla cocciniglia tartaruga (Toumeyella parvicornis), la tappa campana di Foreste in Tour. Esperienze come questa, dove è coinvolta la nostra cooperativa, dimostrano che la promozione di partenariati pubblico-privato può offrire risposte concrete ed efficaci. Tutto questo avviene in un momento cruciale rispetto ai cambiamenti climatici, le cui conseguenze sono purtroppo evidenti proprio in questi giorni. Quanto sta accadendo con la ripresa della frana di Petacciato, che ha di fatto diviso in due il Paese, rappresenta più di un semplice segnale d’allarme: è un monito forte sulla necessità di un cambio di passo nella gestione del territorio.”
“Il modello di partenariato pubblico provato può trovare nelle cooperative forestali, in particolare nel Mezzogiorno, non solo soggetti in grado di eseguire le lavorazioni – ha sottolineato Patrizio Mecacci, vicepresidente e responsabile forestale di Legacoop Agroalimentare – ma veri e propri presìdi territoriali capaci di unire competenze tecniche, conoscenza diretta dei luoghi e responsabilità sociale. Questo le rende particolarmente adatte a operare in ambiti delicati come la prevenzione del dissesto idrogeologico, la gestione sostenibile dei boschi, la manutenzione del territorio e la mitigazione dei rischi legati ai cambiamenti climatici. Dove esiste una cooperazione strutturata si costruisce anche una maggiore resilienza delle comunità. La presenza stabile di operatori qualificati sul territorio consente non solo di intervenire dopo le emergenze, ma soprattutto di prevenirle, riducendo costi economici e sociali nel medio-lungo periodo
“Per Legacoop Campania – ha affermato la presidente Anna Ceprano – si tratta di un impegno che va avanti da diversi anni per affermare la centralità dell’ambiente come motore di un’economia sociale che rispetti il territorio e che possa offrire opportunità di sviluppo sostenibile alla nostra regione e alla sue enormi risorse”


