Beni per oltre 2 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Dia di Napoli a tre affiliati al clan dei casalesi: su proposta del procuratore di Napoli e del direttore della Direzione investigativa antimafia, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso due decreti che riguardano 4 società, 5 beni immobili, 2 autovetture e 24 rapporti finanziari.
Il primo provvedimento notificato dagli agenti della Dia riguarda un importante affilato del clan dei casalesi, imprenditore edile legato alla famiglia Schiavone, che si occupava, prevalentemente, di appalti – privati e, soprattutto, pubblici – divenuto una sorta di monopolista nel settore dei marmi, dei porfidi e dei materiali utilizzati nella cantieristica stradale.
L’uomo da un lato gestiva fiorenti attività commerciali, con altre imprese e avvalendosi del sistema delle cosiddette ‘scatole cinesi’, dall’altro si occupava del reimpiego dei capitali acquisiti illecitamente dal clan, attraverso la gestione degli appalti pubblici con la complicità di un altro soggetto che contribuiva alla gestione di aziende del settore edile, alcune delle quali direttamente a lui riconducibili, altre intestate a prestanomi.
Un altro provvedimento riguarda una villa con annsso terreno riconducibile a uno storico affiliato al “clan dei casalesi” e anch’egli destinatario di condanne definitive, che ricopriva compiti strategici nel campo delle estorsioni e del reinvestimento dei proventi illeciti eseguendo gli ordini dei congiunti dei detenuti, nonché tenutario dei rapporti con il mondo politico, in particolare con un esponente della giunta dell’epoca.


