Abusivismo, intesa Procura-Comune per accelerare le demolizioni

Garantire il ripristino della legalità, accelerare le procedure di abbattimento dei manufatti illegali e tutelare l’immenso patrimonio storico, paesaggistico e ambientale della città. Sono questi gli obiettivi al centro del protocollo d’intesa siglato questa mattina a Palazzo San Giacomo dal procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, e dal sindaco Gaetano Manfredi. L’accordo, di durata triennale, disciplina la collaborazione strategica e operativa tra la V Sezione-Ufficio Demolizioni della Procura e il Servizio Antiabusivismo del Comune per dare esecuzione alle sentenze penali passate in giudicato inserite nel Registro Esecuzione Sanzioni Amministrative.

L’obiettivo generale è quello di unire le forze per rendere più veloci ed efficaci le demolizioni degli edifici abusivi. Si tratta di interventi legati a condanne penali definitive, i cui ordini di abbattimento erano rimasti in sospeso dal 2009 a oggi. Molti di questi abusi colpiscono zone di grande valore, come il centro storico tutelato dall’Unesco e aree protette dal punto di vista paesaggistico. Il Comune si occuperà dei controlli tecnici, dei sopralluoghi e delle pratiche per ottenere i fondi e per recuperare i soldi delle spese direttamente dai cittadini condannati. Inoltre, in questo momento, l’Amministrazione Comunale ha a disposizione 4,5 milioni di euro in bilancio specificamente destinati alle spese per le demolizioni.

Per massimizzare l’economicità e l’efficienza, il Comune individuerà, anche tramite strumenti di geolocalizzazione, gruppi di manufatti abusivi vicini tra loro (criterio di prossimità) o con caratteristiche costruttive simili. Sarà data particolare priorità agli abusi che colpiscono i fabbricati del centro storico, le zone di tutela paesaggistica e il perimetro del sito protetto dall’Unesco, al fine di fermare il degrado e l’alterazione delle facciate e delle tipologie edilizie storiche. Il Comune si impegna a gestire le procedure amministrative e finanziarie (incluso l’accesso ai fondi di rotazione della Cassa Depositi e Prestiti per coprire i costi), a verificare l’eventuale volontà di autodemolizione dei condannati, a gestire le notifiche, lo sgombero di mobili e masserizie e l’assistenza sociale a soggetti vulnerabili (anziani, minori o malati) eventualmente presenti negli immobili.

La Procura provvederà alla nomina di consulenti tecnici per la stesura delle perizie estimative e affiderà i lavori a ditte specializzate (selezionate tra quelle di fiducia e rigorosamente verificate tramite white list prefettizie o documentazione antimafia). Le spese complessive saranno successivamente recuperate a danno dei soggetti condannati. Per Manfredi “la firma di questo protocollo d’intesa con la Procura della Repubblica rappresenta un passo decisivo e concreto per la difesa del nostro territorio e per l’affermazione della legalità a Napoli. Grazie a questa sinergia operativa e all’utilizzo di criteri di raggruppamento logistico e geolocalizzazione, riusciremo a rendere la macchina delle demolizioni molto più rapida, efficiente ed economica”.

“Prima che mi insediassi a Napoli – ricorda Gratteri – venivano effettuate 71 demolizioni l’anno, ora siamo arrivati a 181. Ci siamo concentrati prima sui Campi Flegrei e Ischia. Il criterio che ci siamo dati è questo: prima demoliamo le case di chi ha precedenti penali. Non ci concentriamo sulla costruzione abusiva dell’abbaino. A quello arriveremo, ma c’è un percorso ragionato: prima parliamo di costruzioni di tre o quattro piani totalmente abusive. Ci sono circa 800 case che si possono demolire a partire da domani. C’è un problema di costi. Abbiamo una white list di imprese che possono operare, ma stabiliamo anche il costo che avrà quell’intervento. Inoltre, si può attingere a risorse regionali per procedere e, in ogni caso, il Comune potrà rivalersi sui responsabili”.

“È importante chiarire che non si tratta di una discrezionalità, ma di un atto dovuto. Per questo prima di procedere è opportuno un contatto con le parti per far capire che non si sfugge alla demolizione, ma che possono farlo anche loro direttamente con costi contenuti. Procedendo in questo modo, abbiamo riscontrato finora almeno il 30 per cento di demolizioni spontanee. Anche questo è un messaggio di legalità, per dimostrare che questa amministrazione non ha nulla a che fare con camorristi e faccendieri. Se rispettiamo tutti la legalità ne guadagna l’immagine della città e la qualità della vita di tutti”, conclude il capo della Procura.

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